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TASSE e FISCO

il 12 Mar 2020 - 10:47 AM
12 Marzo, 2020 - 10:45

SOSPENSIONE VERSAMENTI FISCALI E CONTRIBUTIVI COVID-19: LI DECIDE IL FATTURATO?
CORONAVIRUS: QUALI LE IPOTESI ALLO STUDIO DEL GOVERNO PER SOSPENDERE VERSAMENTI E ADEMPIMENTI FISCALI.

La scadenza contributiva del 16 marzo incombe. Ieri sera, in diretta nazionale il ministro Gualtieri ha annunciato alla nazione lo stanziamento di 25 miliardi per far fronte alla crisi finanziaria dell’emergenza da Covid 19 e al contempo ha informato sulle ipotesi al vaglio della commissione bilancio di Camera e Senato al lavoro per stabilire le azioni necessarie alla imminente scadenza del 16 marzo.
Se è vero, come è vero, che il sistema produttivo ha subito una fortissima battuta di arresto nelle zone rosse, le più colpite dalla emergenza sanitaria ma anche economica, è pur vero che le ripercussioni sono state generali su tutto il territorio nazionale.

Pertanto, risulta essenziale la messa a punto di strumenti di immediata azione in merito ai versamenti da effettuare il prossimo 16 marzo. Tali versamenti saranno necessari allo Stato per pagare pensioni e stipendi, primi fra tutti quelli degli operatori del sistema sanitario che, oramai da giorni, lavorano a beneficio della salute pubblica.

Il sistema produttivo italiano, costituito da una fitta rete di PMI oltre che microimprese, necessita ossigeno con un contributo generale e in base alle possibilità, quanto peraltro già previsto dal nostro sistema di tassazione.

Alcune ipotesi al vaglio degli esperti:

  • si potrebbe prevedere la totale sospensione dei versamenti per i settori maggiormente colpiti, ad esempio quello del turismo, praticamente totalmente bloccato fin dai primi giorni della emergenza sanitaria per far fronte ai tentativi di riduzione del contagio da Corona Virus;
  • si potrebbe prevedere una sospensione dei versamenti in base alle dimensioni della realtà aziendale;
  • si potrebbe decidere di sospendere i versamenti per tutte le imprese a prescindere dal settore economico e della dimensione, ancorando la parte sospesa e quanto da versare a specifici parametri, come ad esempio, il fatturato.

Questa pare, l’ipotesi più accreditata che convince il Ministro Gualtiero e la Commissione.

Il calcolo dei versamenti da effettuare il prossimo 16 marzo sarebbe parametrato ad un confronto con il fatturato del primo trimestre del 2019.
Restano salvi due aspetti fondamentali:

  • sono necessari buon senso e impegno comune;
  • urgono parametri più approfonditi per le successive scadenze.

Le prossime ore daranno risposte di ciò che sarà utilizzabile anche nel prosieguo.

RINVIO DEI TERMINI PER APPROVARE I BILANCI: LE PROPOSTE AL GOVERNO

L’emergenza Coronavirus che ormai interessa tutto il territorio nazionale, rende necessaria l’adozione di  misure urgenti anche con riguardo alle imprese.

A tal proposito, il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili (Cndcec) e Confindustria hanno elaborato specifiche proposte da sottoporre al Governo, tra cui vi è anche quella di consentire a tutte le società il rinvio dell’approvazione del bilancio entro il termine di 180 giorni dalla chiusura dell'esercizio sociale.

Il documento appena predisposto, si propone di sollecitare il Governo a intervenire con urgenza per arginare la difficile situazione economica che si sta diffondendo. In particolare viene richiesta:

  • la sospensione dei versamenti e degli adempimenti tributari, contributivi e assistenziali e relativi all’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni;
  • la previsione di un periodo congruo di rateazione dei pagamenti sospesi;
  • la sospensione, per il periodo d’imposta 2020 (e 2019, per la maggiorazione Ires) della plastic tax, sugar tax e della maggiorazione Ires sui concessionari autostradali, aeroportuali, portuali e ferroviari;
  • la sospensione di tutti i termini processuali tributari e di quelli di impugnazione di atti e sentenze.

Con riferimento al procedimento di predisposizione ed approvazione del bilancio al 31 dicembre 2019 (attualmente in corso), si chiede la possibilità di rinviare i termini di approvazione dello stesso a 180 giorni. Tale ipotesi potrebbe avvenire in due modi:

  1. qualora lo statuto della società preveda tale possibilità, si ipotizza di far rientrare la straordinarietà della situazione contingente, con tutte le conseguenti problematiche sulle società, tra le particolari esigenze relative alla struttura delle stesse (contemplate dall’art. 2364 comma 2 c.c.);
  2. garantire il rinvio dei termini di approvazione del bilancio per tutte le società (anche quelle che non contemplano tale ipotesi nello statuto) mediante un tempestivo intervento normativo.

La seconda ipotesi appare certamente auspicabile, anche in considerazione del rispetto delle ultime norme sulla sicurezza sanitaria emanate e che certamente risulterebbero di difficile attuazione nelle riunioni dei Cda della società, necessarie per il procedimento di approvazione del bilancio.

In particolare, si ricorda che il DPCM del 9 marzo 2020 e quello dell’8 marzo 2020, hanno stabilito che i datori di lavoro devono incentivare la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti di periodi di congedo ordinario e di ferie ma anche ricorrere allo smart working. In aggiunta vengono sospese le riunioni degli organi collegiali “in presenza” (cfr. art. 1 lett. h).

Le decisioni da adottare all’interno delle società dovrebbero pertanto avvenire:

  • mediante consultazione scritta o sulla base del consenso espresso per iscritto, ove le società lo consentano (cfr. art. 2475 comma 4 c.c);
  • tramite mezzi di telecomunicazione (ad esempio con riunioni in audio-video conferenza) e non “in presenza” (ipotesi che deve essere prevista dallo statuto);
  • “in presenza”, purchè venga mantenuta la distanza di sicurezza interpersonale tra i partecipanti, di almeno un metro prescritta dal DPCM.

Risultano pertanto evidenti le difficoltà che le imprese si trovano ad affrontare in termini di organizzazione per garantire la sicurezza sanitaria, anche a fronte dei termini ristretti, che impongono quindi un tempestivo intervento da parte del Governo.